La notifica a mezzo PEC come alternativa alla notifica per pubblici proclami

Il TAR Lazio, con sentenza n. 2101 del 17/02/2016, ha disposto l’integrazione del contraddittorio processuale prevedendo di “autorizzare sia la notifica c.d. “per pubblici proclami” che la notifica tramite Pec rimettendone alla parte onerata la scelta sull’opzione da privilegiare” (TAR Lazio, Sez. II Quater, sent. 17/02/2016, n. 2101).

L’autorizzazione del Giudice all’utilizzo della PEC fa quindi riferimento alle “forme speciali di notificazione” di cui all’art. 52 del D.Lgs. 104/2010.

Nella medesima sentenza, inoltre, il Giudice ha indicato le modalità operative per effettuare la notifica a mezzo PEC, indicando che “dovrà provvedere nel rispetto della disciplina dettata dall’art.3 bis della legge n.53 del 1994; e successivamente depositare copia analogica del messaggio di posta elettronica certificata mediante la quale ha provveduto alla notifica del ricorso, copia analogica delle ricevute di accettazione e avvenuta consegna, con attestazione, da parte del difensore, della conformità delle copie depositate ai documenti informatici da cui sono tratte“.

Rispetto a tale modalità si osserva, tuttavia, che la notifica a mezzo PEC del ricorso per l’integrazione del contraddittorio presuppone la scansione della copia autentica analogica (“cartacea”) dell’ordinanza del TAR.

Infatti, il Consiglio di Stato ha già chiarito in passato che non è sufficiente la ripetizione della notifica del ricorso, ma è necessario altresì allegare l’ordinanza che dispone l’integrazione del contraddittorio.

Ciò, in quanto “se l’art. 49 c.p.a. non disciplina la forma dell’atto d’integrazione del contraddittorio, se non prevedendo che debba essere notificato il ricorso, ciò non esclude la necessità che la controparte sia resa edotta della ragione della notifica e della data di rinvio per la trattazione” (Cons. Stato, Sez. IV, sent. 04/06/13, n. 3082).

Ciò considerato, il riferimento immediato per la redazione dell’attestazione di conformità sarebbe l’art. 3 bis, co. 2 L. 53/1994, per cui “quando l’atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, l’avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell’atto formato su supporto analogico, attestandone la conformità con le modalità previste dall’articolo 16-undecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. La notifica si esegue mediante allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata”.

Concludendo, si nota come le modalità per apporre l’attestazione di conformità dell’atto da notificare presuppongano l’applicazione del D.L. 179/2012, anche se il Consiglio di Stato ha ritenuto non applicabile alla giustizia amministrativa le disposizioni idonee a consentire l’operatività nel processo civile del meccanismo di notificazione.

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