TAR Campania: la costituzione in giudizio sana la nullità della notifica PEC

Il TAR Campania ritiene che la costituzione in giudizio dell’Amministrazione sia idonea a sanare la nullità della notifica effettuata a mezzo PEC.

Il TAR campano si pone parzialmente in contrasto con la recente sentenza del Consiglio di Stato, con la quale i giudici di Palazzo Spada hanno recentemente operato un repentino revirement considerando la notifica a mezzo PEC inesistente.

Infatti, con le sentenze n. 1222/2016, 1223/2016 e 1224/2016, il TAR Campania ha ritenuto che “sebbene secondo il disposto di cui all’art. 16-quater, comma 3-bis del D.L. 179/12, sia esclusa l’applicabilità alla giustizia amministrativa delle disposizioni idonee a consentire l’operatività nel processo civile del meccanismo di notificazione in argomento (ovvero i commi 2 e 3 del medesimo art. 16-quater), e ciò anche in mancanza di un apposito Regolamento che, analogamente al D.M. 3 aprile 2013, n. 48 concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, detti le relative regole tecniche anche per il processo amministrativo, osserva il Collegio come nel caso in esame l’avvenuta costituzione in giudizio dell’amministrazione intimata sia idonea a sanare la nullità della notifica, non potendo la notificazione intervenuta a mezzo della posta elettronica certificata essere qualificata come inesistente”.

Pertanto, in assenza del Regolamento recante le specifiche tecniche sul PAT, la notifica a mezzo PEC deve essere considerata nulla, e non inesistente, con la possibilità, quindi, di poter essere sanata dalla costituzione dell’Amministrazione intimata.

Il TAR Campania, diversamente da quanto recentemente statuito, ha perciò accolto quanto prospettato dal Consiglio di Stato in merito alla non operatività della notifica PEC nel processo amministrativo. Tuttavia, in contrasto a quanto ritenuto dal Consiglio di Stato, ha ritenuto sanabile l’attività notificatoria in quanto “la giurisprudenza amministrativa (cfr. Cons. di Stato sez. VI, n. 2682 del 28.5.2015), seppure non univocamente, ha ritenuto utilizzabile tale strumento notificatorio nel processo amministrativo già nell’attuale quadro normativo“.

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