Ricorsi pendenti: cartacei o telematici?

Manca poco all’entrata in vigore della riforma del Processo Amministrativo Telematico. Quale sorte avranno i ricorsi pendenti nati in analogico?

Lo schema di decreto sul Regolamento PAT del 25/08/2015, sottoposto al parere del Consiglio di Stato, presentava un doppio binario per l’entrata in vigore del processo Amministrativo Telematico.

Infatti, l’art. 21 prevedeva che le disposizioni del Regolamento sul PAT si applicassero con riferimento “ai giudizi introdotti in primo e in secondo grado, a partire dal 1 gennaio 2016“, mentre per i ricorsi introdotti in data anteriore e pendenti al 1 Luglio, sarebbe restata operante la disciplina previgente.

Nell’approvazione del testo definitivo del Regolamento PAT, il 21 Marzo 2016, l’art. 21 del DPCM 40/2016 è stato invece modificato per estendere le modalità di deposito telematico a tutti i giudizi pendenti e introdotti successivamente al 1 Luglio 2016.

L’art. 21, comma 1 del DPCM 40/2016, infatti, indica che “Salvo quanto previsto dai commi 2, 3 e 4, le disposizioni del presente si applicano a partire dal 1 Luglio 2016, data di introduzione del processo amministrativo telematico“.

I commi citati, fanno riferimento non a veri casi di esclusione “cronologica” dal PAT, ma alla sperimentazione già avvenuta nei mesi di aprile e maggio 2016, durante la quale, ai fini del perfezionamento del deposito degli atti, valeva solo il deposito cartaceo.

A differenza del PCT, nel quale è possibile scegliere se depositare l’atto introduttivo con modalità cartacea o telematica, il Processo Amministrativo Telematico è interamente telematico, in quanto l’art. 9 DPCM 40/2016 indica che “il deposito degli atti processuali e dei documenti allegati avviene esclusivamente per via telematica“, dando così concreta attuazione al disposto dell’art. 136, co. 2 D.Lgs. 104/2010 “I difensori costituiti, le parti nei casi in cui stiano in giudizio personalmente e gli ausiliari del giudice depositano tutti gli atti e i documenti con modalità telematiche“.

Perciò, dopo il 1 Luglio 2016, sarà necessario effettuare il deposito di documenti, atti e memorie con modalità telematica anche con riferimento ai ricorsi pendenti e introdotti con modalità cartacea.

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2 pensieri su “Ricorsi pendenti: cartacei o telematici?

  1. Buonasera,
    si sbaglia sui ricorsi pendenti.
    Tutte le segreterie dei vari Tar hanno ricevuto le indicazioni che per quanto riguarda i giudizi pendenti, il deposito avverrà in modalità cartacea.
    Grazie. Giovanni

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    1. Buonasera,
      L’art. 21 del DPCM è chiaro: il PAT si applica a tutti i ricorsi pendenti.
      Da settimane attendiamo un possibile decreto di modifica del DPCM 40/2016 che, al momento, non è stato ancora pubblicato.
      In tal caso, sarà data larga diffusione della novità ma, al momento, eventuali comunicazioni fatte ai TAR non esonerano gli avvocati dell’obbligo di deposito telematico. Attendiamo…

      Grazie della segnalazione!

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