Provvedimenti del Giudice sottoscritti con firma digitale dal 18 Luglio 2016

Sul sito della giustizia amministrativa appare un criptico avviso, ma sono molti i problemi applicativi. Ecco quali sono.

In data 16 Luglio sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa è apparso il seguente messaggio:

Cattura

Al momento, non è ancora stato diffuso l’atto con il quale il Consiglio di Presidenza ha disposto l’obbligatorietà della sottoscrizione a mezzo firma digitale da parte dei giudici.

La lettura del medesimo permetterebbe di sciogliere alcuni dubbi, che nascono dall’apparente incongruenza di tale obbligo rispetto al rinvio del PAT al 1 Gennaio 2017.

Infatti, il decreto legge n. 117 del 30 giugno 2016 ha disposto il rinvio dell’entrata in vigore del PAT, con la conseguenza che, al momento, il processo amministrativo è interamente cartaceo.

In primo luogo, l’obbligatorietà della sottoscrizione sarebbe in contrasto con quanto previsto dall’art. 136, co. 2 bis c.p.a. per il quale “Tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti possono essere sottoscritti con firma digitale“.

Infatti, solo a decorrere dal 1 Gennaio 2017 il testo del comma 2 bis dell’art. 136 c.p.a. verrà sostituito dal testo previsto dall’art. 38 D.L. 90/2014 “Tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale“.

In secondo luogo, la cripticità dell’avviso su Giustizia-amministrativa ha delle evidenti implicazioni di ordine pratico.

Infatti, laddove il difensore avesse necessità di ottenere copia autentica di un provvedimento sottoscritto con firma digitale, quale modalità dovrebbe seguire il cancelliere fino al 31 dicembre 2016?

Fino a tale data, il processo amministrativo resta un processo totalmente cartaceo, pertanto sia la notifica alle amministrazioni di un provvedimento, sia la sua produzione in copia autentica ad uso appello – anch’esso cartaceo! -, risulta essere un problema di non facile soluzione.

A tal proposito, è necessario richiamare l’art. 16 co. 6 del DPCM 40/2016, per il quale “La conformita’ dell’atto all’originale digitale o analogico contenuto nel fascicolo processuale e’ attestata dalla sottoscrizione della PEC da parte del Segretario, con apposizione della propria firma digitale, o, nel caso di rilascio cartaceo, con firma autografa. Qualora siano richieste piu’ copie del medesimo atto o documento, la conformita’ deve essere attestata separatamente per ciascuna di esse anche se inoltrate via PEC“.

Pertanto, il cancelliere potrebbe rilasciare una copia cartacea conforme all’originale digitale firmato dal giudice.

Tuttavia, tale norma entrerà in vigore solo a decorrere dal 1 Gennaio 2017, per effetto di quanto disposto dall’art. 2 del D.L. 117/2016. Non solo, ma anche la modalità di richiesta della copia da parte dell’avvocato è subordinata al destino dell’art. 16 dell’Allegato A del Regolamento PAT, ovvero “attraverso apposita funzionalità” ad oggi utilizzabile solo in via sperimentale.

La pubblicazione dell’atto del Consiglio di Presidenza potrebbe sciogliere questi dubbi, ed indicare compiutamente quale sia la modalità di estrazione di copia conforme cartacea dei provvedimenti firmati digitalmente nei prossimi mesi.

 

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