DOPPIO BINARIO APPROVATO: PAT FACOLTATIVO FINO AL 31 MARZO 2017

ATTENZIONE: il contenuto di questo articolo non corrisponde più alla normativa vigente.

Il Senato conferma il doppio binario per l’entrata in vigore del PAT tra il 1 Gennaio 2017 e il 31 Marzo 2017.

Il Senato, nell’approvare il testo della Legge di conversione del DL 117/2016, ha confermato l’emendamento aggiunto dalla Camera, che prevede il doppio binario per l’entrata in vigore del PAT. Infatti, il nuovo art. 1 bis prevede che “Al fine di consentire l’avvio ordinato del processo amministrativo telematico, fino alla data del 31 marzo 2017 restano applicabili, congiuntamente alle disposizioni che disciplinano il processo telematico, le regole vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto“.

Al momento, mancano delle regole tecniche che permettano di coordinare il Regolamento PAT (DPCM 40/2016) con le nuove previsioni.

Infatti, l’art. 5 DPCM 40/2016 prevede che “il fascicolo processuale è tenuto sotto forma di fascicolo informatico“, mentre l’art. 3 dell’Allegato A del Regolamento (Specifiche tecniche) individua le modalità con le quali il SIGA gestisce autonomamente il fascicolo informatico (attribuzione del numero di Regitro generale, protocollazione degli atti  e documenti successivi).

Infatti, l’art. 6 del DPCM 40/2016 indica che sia il Registro generale dei ricorsi, sia i registri telematici particolari “sono gestiti con modalità automatizzata“.

Per questo motivo, la creazione di un doppio binario non può che portare alla creazione di fascicoli ibridi – con alcuni atti telematici e altri cartacei – con le conseguenti problematiche di gestione del SIGA e della Cancelleria, in assenza di un norma di coordinamento.

Le norme del Regolamento che riguardano il deposito di atti o provvedimenti in modalità cartacea sono diretti a risolvere temporanei malfunzionamenti del SIGA o difficoltà tecniche riscontrate dagli avvocati, e non possono essere utilizzate per il funzionamento di un regime ordinario di deposito sia cartaceo che telematico.

Infatti, l’art. 9 commi 8 e 9 DPCM 40/2016 prevede che il deposito cartaceo sia sempre subordinato a “specifiche e motivate ragioni tecniche” previa autorizzazione del giudice, o per i casi espressamenti previsti dall’art. 9 co. 9 DPCM 40/2016 per “oggettiva impossibilità di malfunzionamento del SIGA“.

La normativa del PAT, nel tentativo di semplificare l’avvio della riforma, al contrario si sta tramutando in una serie di norme di non facile coordinamento.

Il rischio è un’aggravarsi delle difficoltà tecniche che hanno comportato il rinvio, anziché di una loro semplificazione.

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