Come depositare i motivi aggiunti

La FAQ n. 2 del sito http://www.giustizia-amministrativa.it ha previsto un regime transitorio per l’atto di Motivi aggiunti.

A partire dal 1 Gennaio 2017 tutti gli atti devono essere obbligatoriamente formati con modalità digitali e depositati telematicamente. Come noto, fino al 31 dicembre 2017, è prevista una disciplina transitoria, il c.d. doppio binario.

Ai giudizi pendenti alla data del 31 dicembre 2016, tutti nati come fascicoli cartacei, continueranno a trovare applicazione le regole processuali ante-PAT. Di conseguenza, per tutto il 2017, si continueranno a depositare con modalità cartacea gli atti e documenti facenti riferimento ai giudizi pendenti prima dell’entrata in vigore del PAT.

Tale disciplina transitoria porta ad alcuni problemi di applicazione rispetto all’atto di motivi aggiunti: deve essere depositato con modalità cartacea o con modalità telematica?

La FAQ n. 2 pubblicata sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa definisce l’ambito applicativo dell’art. 13 bis, co. 3 dell’all. 2 al c.p.a. con riferimento ai motivi aggiunti, indicando che, qualora i motivi aggiunti facciano riferimento a un giudizio pendente al 31 dicembre 2016,  essi dovranno essere depositati con modalità cartacee.

Al contrario, i motivi aggiunti potranno essere depositati telematicamente solo qualora facciano riferimento a un ricorso depositato telematicamente con il PAT.

La precisazione delle FAQ intende superare un problema tecnico che impedirebbe il deposito telematico dei Motivi aggiunti: per quanto riguarda i fascicoli cartacei, non esiste un fascicolo informatico nel quale inserire l’eventuale deposito.

Pertanto, per capire la modalità corretta per depositare l’atto di motivi aggiunti, è necessario chiedersi se il fascicolo sia cartaceo o informatico, ovvero se il giudizio è stato introdotto con modalità telematica o tradizionale.

Tale previsione, tuttavia, è destinata a scontrarsi con l’art. 43 del codice del processo amministrativo.

L’avvocato potrebbe addurre nuovi motivi con la proposizione di un ricorso autonomo, anziché di un atto di motivi aggiunti. In tali ipotesi, l’art. 43 co. 3 c.p.a. indica che il Giudice può disporre la riunione ai sensi dell’art. 70 c.p.a.

Pertanto, secondo il codice del processo amministrativo, i motivi aggiunti sono ammissibili non solo quando vengano introdotti all’interno di un giudizio pendente (del quale, naturalmente, si indicherà il numero di R.G. nell’atto), ma anche quando il difensore depositi un ricorso chiedendo che venga iscritto a ruolo, con la conseguente creazione di un nuovo fascicolo processuale.

La differenza, con l’entrata in vigore del PAT, non è di poco conto. Infatti, il difensore che intenda introdurre motivi aggiunti con un ricorso autonomo dopo il 1 Gennaio 2017, dovrà necessariamente utilizzare il ModuloDepositoRicorso, ai sensi dell’art. 6 All. A D.P.C.M. 40/2016.

A questo punto, si avrà, da un lato, il fascicolo informatico del nuovo giudizio e, dall’altro, il fascicolo cartaceo del giudizio pendente. Da un punto di vista tecnico, la riunione dei due procedimenti ai sensi dell’art. 43, co. 3 c.p.a. sarebbe tutt’altro che immediata.

Inoltre, il deposito telematico compiuto dal difensore, sebbene rispettoso del Regolamento PAT (avendo qualificato l’atto come ricorso) potrebbe apparire come elusivo dell’indicazione riportata dalla FAQ n. 2. E’ evidente, infatti, che trattandosi di motivi aggiunti, l’avvocato avrebbe dovuto depositare i medesimi con modalità cartacee.

A questo punto, è possibile ritenere inammissibile l’atto depositato con modalità telematica e rispettoso del DPCM 40/2016, ma che avrebbe dovuto essere depositato cartaceamente ai sensi della FAQ n. 2?

A ben vedere, la FAQ n. 2 non è suscettibile di creare alcuna antinomia, dal momento che essa non ha alcun valore di norma cogente.

Tuttavia, ancora una volta, le informazioni contenute nel sito istituzionale della Giustizia Amministrativa tendono a coprire aree non esclusivamente tecniche, con il rischio di una loro contraddizione rispetto alle norme contenute nel c.p.a. e nel DPCM 40/2016.

 

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3 pensieri su “Come depositare i motivi aggiunti

  1. Buongiorno Elia i domiciliatari possono firmare digitalmente ed inviare i moduli PAT? e se non erro devono anche ”tipo iscriversi” in segreteria presso il TAR di pertinenza in modo che risultino?
    Grazie

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    1. Buongiorno, i domiciliatari possono firmare digitalmente il Modulo. Tuttavia, solo i difensori in mandato potranno firmare i singoli atti allegati. Inoltre, il mero domiciliatario non avvocato non ha il potere di attestare la conformità. Non ho indicazioni rispetto all’iscrizione in Segreteria, mi sa indicare dove lo ha appreso? I dati del domiciliatario vengono inseriti all’interno del Modulo dideposito.

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