La procura alle liti apposta a margine nel PAT

Con l’entrata in vigore del PAT è possibile utilizzare la procura a margine?

L’art. 8 D.P.C.M. 40/2016 prevede due modalità per il rilascio della procura alle liti, a seconda che la parte assistita la sottoscriva con firma digitale o manualmente.

Clicca qui per leggere la guida sulla sottoscrizione e autenticazione della Procura alle liti nel PAT

Come noto il ricorso deve essere generato solamente come documento informatico, ex art. 12 All. A D.P.C.M. 40/2016, pertanto l’atto cartaceo destinato alla notifica conterrebbe una procura a margine sottoscritta non presente nell’originale informatico.

Più difficile, invece, comprendere se sia possibile considerare “a margine” la procura alle liti inserita nell’originale informatico qualora il cliente sottoscriva digitalmente l’originale informatico insieme al difensore. Si tratta di ipotesi non contemplata dal regolamento PAT di difficile inquadramento normativo, che si consiglia di evitare.

Pare, quindi, che nel PAT l’unica procura alle liti sia la procura in calce rilasciata su documento separato (tanto nell’ipotesi di firma digitale quanto in quella di sottoscrizione autografa del cliente). L’art. 8, co. 3 D.P.C.M. 40/2016, infatti, prevede solo che la procura alle liti rilasciata come documento informatico o come copia informatica per immagine è intesa apposta in calce se depositata telematicamente assieme all’atto cui si riferisce.

Cosa succede se, invece, il difensore apponga la procura a margine sull’atto cartaceo creato per la notifica?

Sebbene il D.P.C.M. 40/2016 nulla dica con riguardo alla procura a margine, la FAQ n. 15 della Giustizia Amministrativa indica che “La procura può essere apposta a margine o rilasciata su foglio separato. Nel primo caso si provvede a scansionare la prima pagina del ricorso, ad inserire l’asseverazione ex art. 22 CAD e a firmare digitalmente“.

Pertanto, nel silenzio della norma, la FAQ ammette comunque la procura a margine, indicando che il deposito telematico della stessa deve avvenire mediante la scansione della prima pagina del ricorso dove la procura è contenuta. L’asseverazione e allegazione al modulo di deposito seguono le medesime regole della procura rilasciata su foglio separato.

Nonostante la chiara indicazione della FAQ, la questione è stata sollevata in giudizio.

Il TAR Campania, infatti, chiamato a pronunciarsi sull’inammissibilità del ricorso causata dall’apposizione di una procura a margine, ha indicato che:

“va osservato che il co. 3 dell’art. 8 DPCM 40/2016 (richiamato dalla suddetta parte a sostegno della tesi della invalidità della procura) si limita a rendere alcune precisazioni in ordine alla procura alle liti, ovvero che “La procura alle liti si considera apposta in calce all’atto cui si riferisce: a) quando è rilasciata su documento informatico separato depositato con modalità telematiche unitamente all’atto a cui si riferisce; b) quando è rilasciata su foglio separato del quale è estratta copia informatica, anche per immagine, depositato con modalità telematiche unitamente all’atto a cui si riferisce.”, senza però escludere che appunto la procura ad litem possa essere ritualmente apposta a margine dell’atto introduttivo del giudizio (così come avvenuto per il ricorso qui in esame)(TAR Campania, Sez. VIII, sent. 05/05/2017, n. 2420).

Secondo il TAR campano, quindi, dal silenzio della norma non potrebbe dedursi l’inammissibilità della procura a margine.

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