Adunanza Plenaria: ammissibile la notifica PEC anche prima dell’entrata in vigore del PAT

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza del 19 settembre 2017, ha finalmente risolto la questione dell’ammissibilità della notifica a mezzo PEC nel processo amministrativo prima dell’entrata in vigore del PAT.

Il Processo Amministrativo Telematico è entrato in vigore il 1 Gennaio 2017 ma già da tempo gli avvocati hanno notificato i propri atti sulla base della disciplina di cui all’art. 3 bis L. 53/1994.

Come noto, la questione era stata sollevata dalla Terza Sezione del Consiglio di Stato, che con ordinanza del 23 marzo scorso, aveva richiesto la pronuncia dell’Adunanza Plenaria per risolvere un contrasto interno allo stesso Consiglio di Stato.

Infatti, nel corso del 2016, il Consiglio di Stato aveva ritenuto dapprima la notifica a mezzo PEC inesistente, per poi pronunciarsi favorevolmente nel senso di una sua ammissibilità, ma tornando presto a dichiararne la nullità.

I contrasti giurisprudenziali

La Terza Sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 189 del 20 Gennaio 2016, aveva dichiarato che, fino all’entrata in vigore del PAT, la notifica a mezzo PEC non sarebbe stata una forma utilizzabile per notificare il ricorso nel rispetto dei termini di decadenza.

Ciò, in virtù dell’art. 16 quater, co. 3 bis D.L. 179/2012, che dispone espressamente la non applicabilità delle Regole tecniche del PCT al Processo Amministrativo Telematico (PAT).

Tale previsione convinse il Consiglio di Stato a ritenere che, fintanto non venissero emanate le apposite regole tecniche del PAT, il Giudice amministrativo “non può certo sostituirsi al legislatore statuendo l’ordinaria applicabilità di una forma di notifica allo stato ancora non tipizzata“. Di conseguenza, non potendo qualificare la notificazione a mezzo PEC quale tipico atto di notificazione, la successiva costituzione in giudizio del destinatario non sartebbe idonea a sanarne l’inesistenza.

A tale orientamento, non solo vari TAR (tra tutti, si segnalano le importanti pronunce del TAR Campania e del TAR LAzio), ma lo stesso Consiglio di Stato aveva ritenuto ammissibile la notifica telematica, valorizzando il disposto dell’art. 1 della Legge 53 del 1994.

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La pronuncia dell’Adunanza Plenaria

Il Consiglio di Stato, nel suo massimo consesso, ha ricostruito la normativa applicabile alle notificazioni telematiche prima dell’entrata in vigore del PAT.

In tale pronuncia, il Consiglio di Stato ha ritenuto immediatamente applicabile l’art. 1 Legge 35/1994 per cui l’avvocato ha facoltà di eseguire notificazioni di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo di posta elettronica certificata.

Di conseguenza, si afferma definitivamente la “natura di mezzo ordinario di notificazione riconosciuta alla notifica a mezzo PEC“, sottolineando, inoltre, che “la sua immediata operatività nell’ambito del processo amministrativo non sono negate né ostacolate dall’art. 16 quater d.l. 18 ottobre 2012 n. 179″.

Pertanto, l’applicabilità della normativa in materia di notifica telematica non è subordinata alla pubblicazione del decreto di cui all’art. 13 delle disposizioni di attuazioni del C.p.a.

Tale lettura pare, a chi scrive, di particolare pregio, dal momento che lo stesso D.P.C.M. 40/2016 non ha mai disposto alcunché sulle modalità di effettuazione della notificazione a mezzo PEC, in quanto l’art. 14 dello stesso ha ad oggetto unicamente le modalità per depositare telematicamente la prova dell’avvenuta notifica.

Allo stesso modo, l’immediata applicabilità della Legge 53 del 1994, consente di superare i rilievi in passato sollevati sulla necessità di chiedere la preventiva autorizzazione al Presidente ai sensi dell’art. 52 co. 5 c.p.a..

La pronuncia dell’Adunanza Plenaria risulta, quindi, assolutamente positiva e consente di chiudere una parentesi non felice del processo di digitalizzazione della Giustizia Amministrativa.

IL PRINCIPIO DI DIRITTO

“La notificazione del ricorso instaurativo del processo amministrativo può avvenire per posta elettronica certificata (PEC), nel rispetto delle disposizioni che la regolano, anche prima dell’adozione del d.P.C.M. 16 febbraio 2016 n. 40 ed indipendentemente dall’autorizzazione presidenziale, di cui all’art. 52, comma 2, del codice del processo amministrativo”

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